Sorry.
Era troppo, era troppo poco, ma mai abbastanza.
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insanesimamors:

Cara migliore amica,

Quando mi chiedesti come mi vedevo nel futuro, ti risposi “sola”.
Mi guardasti male perché tu lo sai bene, non sono il tipo che non si sposerebbe e che non vorrebbe una famiglia.
Avevi ragione. Mentivo.
La verità è che io non mi vedo in alcun futuro.

Tua, Me.

(Fonte: whiteandpuresoul)

(via geloquandononcisei)

(Fonte: cassandrablogger, via whiteandpuresoul)

"Che farai senza di me?"


“Mangerò, forse di meno.”


“E poi?”


“Fumerò, forse di più.”


Strinse i pugni e abbassò gli occhi.


“Non avresti mai dovuto incontrarmi.”


“Non avresti mai dovuto sorridermi.”


“Come facevo a non sorriderti?”


“Come facevo a non innamorarmi?”

La stazione era buia, vuota, eravamo rimasti solo noi lì dentro. In lontananza si cominciava a sentire il rumore dei binari calpestati.


“Dai, vado via. Altrimenti perderai il treno.”


“Che importa? Quello più importante l’ho già perso.”


“E’ colpa tua.”


“E’ colpa di questa fottuta distanza.”


Attaccai le mie labbra al suo orecchio sinistro e gli sussurrai piano.


“Ma adesso siamo vicini.”


“Si. Siamo vicinissimi.”


“Dimentica i chilometri, ricordati delle emozioni.”


“Il treno su cui non vorrei mai salire sta per arrivare. Non c’è più tempo per ricordarmi delle emozioni.”


“Allora ricordati di me quando guarderai fuori dal finestrino.”


“Se ti bacio ricordo meglio.”


E le nostre guance si sfiorarono con le lacrime incastrate fra le ciglia, e le sue mani tremarono nei miei capelli come quando si raccoglie un oggetto prezioso caduto a terra che non si è rotto, e la sua fronte premette forte sulla mia come per schiacciarmi i pensieri, e il rumore del treno si faceva sempre più intenso.


“Eccolo lì. Mi sa che devo…”


“Si. Devi…”


Raccolse lo zaino a terra.


“Non mi ricorderò di te quando guarderò fuori dal finestrino. Mi ricorderò di te quanto ti volterò le spalle e ti lascerò qui e starò in pensiero perché non potrò seguirti con lo sguardo mentre mi allontano. Mi ricorderò di te quando in treno ci saranno altri cento posti liberi e a me basterebbe la tua presenza per riempirlo. Mi ricorderò di te quando prenderò la bottiglina d’acqua, e l’altra mano non sarà legata alla tua. E mi ricorderò di te quando…”


“Il treno è qui…”


Gli dissi con un filo di voce. Lui corse verso le porte che si stavano per chiudere, mi guardò ancora una volta. Dietro quei vetri trasparenti lo vidi sedersi, incrociare le gambe e abbassare la schiena. Il treno era partito. Si allontanava velocissimo, e in quel momento lo invidiavo così tanto, perché stava portando con sé la cosa più cara che avevo. Raccolsi anch’io la borsa a terra. Ma… c’era un bigliettino affianco. Doveva essergli caduto dallo zaino. Lo aprii.


“…E mi ricorderò di te quando tornerò a casa, e non mi sentirò più a casa senza di te.”

(via insanesimamors)

(Fonte: whiteandpuresoul)

Never give up. Never give up. Never give up.
Sorry. I did.

(via insanesimamors)

(Fonte: whiteandpuresoul)

E al mattino ti riduci ad un ‘giorno’. Perché ormai il buon non vale più nulla. Non ha più significato. Non ne vale più la pena.

Lettera alla società. →

insanesimamors:

Cara società.
Penso che tu sia soddisfatta ora, o mi sbaglio?
Penso che tu sia finalmente..contenta..compiaciuta..entusiasta di vedere quei tagli sulle mie braccia, sulle mie labbra..sul mio cuore. Di vedere quei sorrisi finti ogni giorno, di sentire quella risata stonata da una nota di tristezza….

(Fonte: whiteandpuresoul)

insanesimamors (via insanesimamors)

(Fonte: whiteandpuresoul)

No heart, no hurt:)

il diario di una ragazza depressa. (via wontbeslepin)

(Fonte: killsomeoneandhavefun)

"Tema in classe.
Scrivi una pagina di diario.

Cara prof. So che le cose che scriverò sono un po’ personali e sto già rischiando a scrivere, ma non voglio riportare cose false su questo tema. Non l’ho mai fatto. Io non sono come gli altri, non scrivo cose essenzialmente “felici”, io non ho bei ricordi.
In seguito riporterò alcune pagine dei miei scorsi diari.
Dopo questo, la prego di non guardarmi con occhi diversi dal solito e di non farne parola con i miei genitori e con nessuno. 

Febbraio
Caro diario…

Mi odio, odio il mio corpo, odio tutto e tutti.
A volte mi sento diversa, anzi lo sono. Questa mattina il mio riflesso appariva sullo specchio del bagno, i miei occhi erano gonfi e pieni di lividi. L’avevo fatto ancora. Mi ero picchiata ancora e il cuscino ha dovuto sopportarmi ,ancora.
Ciò mi ha fatto pensare a quando ero piccola, amavo farmi del male, ero un autolesionista sin dalle elementari e io a quei tempi non conoscevo questa parola. Amavo sbucciarmi le ginocchia per sentire il dolore sulla mia pelle, amavo le croste. Quel “gioco” mi divertiva e molto.
Oggi quel gioco mi fa soffrire, mi fa morire dentro.
Voglio solo capire cosa ho fatto di male…

Aprile
Caro diario…
Sono un’incompetente. Una totale idiota.
Non dovevo tirare su le maniche della maglia, ora tutti hanno visto i miei lividi.
La prof mi ha chiesto cosa avevo sulle braccia. Cosa potevo dirle?
-Sono caduta dal letto.
Era la mia risposta. Tutto qui.
Qualcuno mi ha urlato ‘è un’auto lesionista’ e non doveva farlo, tutti hanno riso. Ho trattenuto a stento le lacrime.
Perché? Perché mi trattano così?

Giugno
Caro diario…
Ho scoperto per caso una cosa. Durante le mie numerose ricerche su internet ho visto un immagine che mi ha colpita: una lametta, di un temperino suppongo.
Adesso non ho più lividi ma cicatrici e l’estate sta arrivando.
Non posso trattenermi, devo farlo. Questa è una nuova forma di autolesionismo…bene, ho i minuti contati.

Agosto
Caro diario…
“Sei obesa, non vai al mare perché sei obesa”
Mia madre ha pronunciato queste parole e giura di non dirlo a nessuno…non sto mangiando più.
Prova solo ad immaginare come ci si sente ad essere insultati dalla propria madre, quella che dice al figlio che è unico e raro al mondo. Beh, la mia non è così. Lei mi odia, io non sono nulla per lei. Oddio.

Ottobre
Caro diario….
“Quanto più forte gridi, tanto meno vieni ascoltato”
Ecco. Sto urlando aiuto ma nessuno è disposto ad ascoltarmi. Sto morendo dentro e sono vicina agli ultimi istanti della mia vita. Ormai sono dimagrita di molto, di troppo.
Ma per me non è abbastanza. Lo specchio mi fa soffrire. Sono davvero così tanto grassa?
Mi sento un mostro. Tutti continuano a ridermi dietro e io sono debole, sia emotivamente che fisicamente.
Mi prendono in giro per la mia altezza e peso.
Vomitare ogni giorno non serve, davvero. Se gli altri continuano ad insultarmi, non serve.

Novembre e Dicembre.
Caro…basta..

Basta, ne ho le scatole piene, stanotte mi uccido. No, che dico?
Basta pensarlo. No, io mi uccido. No. Si. No.
Cosa mi sta succedendo?

Dicembre
Caro diario.

Di addio a tutti da parte mia…

Cara prof. La prego di non dire niente a nessuno, lo ripeto. Voglio vivere in pace ovunque la morte mi porti.
Quest’anno non festeggerò natale. Accidenti. Volevo ricevere qualche regalo…ma non sarà possibile. Non posso rimandare.
Questo sarà il mio ultimo compito in classe e sarà l’ultima volta in cui vi vedrò tutti.
Non dica niente, la supplico.
Anche se voi mi odiate, io vi vorrò sempre ed infinitamente bene.
Addio…”

Oh mio dio.

MEETUP PUGLIA →

mcmemeon:

Ragazzi io insieme ad un altro tumblero abbiamo deciso di organizzare un meetup pugliese finalmente !

Abbiamo scelto il 27 dicembre un periodo Post-Natalizio per fare in modo che tutti siano più o meno liberi e comunque ci siano i mezzi per raggiungere la città.

Come punto di incontro abbiamo…

E’ semplicemente l’orribile sensazione di sentire il viso bagnato e il braccio bruciare.
Fa così male sia dentro che fuori.
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